La Ragazza Melampo

Edizioni Effigie, 2021
La Ragazza Melampo è una raccolta sulla singletudine femminile. Undici racconti, di lunghezza diversa (dalla singola cartella alle venti cartelle) con protagoniste donne single, o con l’istinto di single, diverse per età, estrazione sociale e personalità, che vivono, con molteplicità di sentimenti e urgenza di comprendere se stesse attraverso un partner, una contraddizione: da una parte il profondo bisogno dell’altro e dall’altra l’irrinunciabile sincera necessità di svincolarsi dall’ idea e dal giogo dell’amore come ostaggio del rapporto di coppia.
Il titolo della raccolta prende lo spunto dal cane Melampo di Collodi quando Pinocchio si ritrova a fare il burattino da guardia. Qui una ragazza, poco più che trentenne, in fuga da una relazione dove ha barattato il suo bisogno di stabilità affettiva con i campionati di calcio che ipnotizzano il suo compagno, si ritrova in una mini roulotte a fare la guardiana in un campo per scambisti.
Situazioni a volte comiche - come in Filomena, la donna napoletana e capa con la complusione a controllare la spazzatura differenziata del condominio che fa una corte serrata al ragazzo egiziano delle pulizie, a volte più intense, vedesi Media Vita in cui Linda, cantante in un coro, si ritrova a vivere l’analogia tra il canone a sei parti di cui sa solo l’incipit e il suo modo di vivere le relazioni che non riescono a spingersi oltre la fascinazione dell’inizio - danno vita a piccoli quadri dove la semplice quotidianità ritrova valore declinandosi nella ricchezza di mondi interiori, a volte semplici a volte più complessi, creando l’ampio spettro della caledoscopica realtà femminile.
Il controcanto alle voci femminili è dato da quella dei protagonisti maschili che mostrano a loro volta uno scenario di contraddizioni e fragilità che per condizionamento culturale troppo spesso censurano. Sono a loro volta uomini divisi tra la voglia di esserci e il desiderio di una “sfuggenza” che il mondo femminile legge come “non impegno”, spesso illusi dall’oasi del sesso come roccaforte di libertà, frastornati dall’esclusione del binomio madre-figlio, oppure padri per caso (come Luca, uomo senza canini “con un vuoto nel sorriso e l’assenza del gene predatore”), maschi delusi, feriti, a volte incattiviti da “voi donne che cercate uomini come figli per poi diventarne le badanti.”
Tra scenari metropolitani - la città sfondo è Milano -, e di provincia, la geografia del libro è quella comunque di una mappa mutante in cui i territori maschili e femminili rompono e cambiano i confini, avvicinandosi, intrecciandosi e contaminandosi per una comune ricerca di senso dell’esistenza attraverso inquietudini, solitudini, voglia di esserci o anche di non esserci dove nulla sembra essere definitivo eppure necessario.
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Esce “La ragazza Melampo”: racconti sulla singletudine al femminile di Elena Soprano, per le edizioni Effigie, sui labirinti affettivi delle donne.
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“L’Arte, in fondo, ha sempre il compito di raccontare e fornire strumenti di interpretazione del reale”. Dialogo con Elena Soprano.
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🎙️ Filomena
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🎙️ Incipit del racconto Media Vita
🎙️ Incipit del racconto Roma di Oz
📚 I libri di Elena Soprano
La Ragazza Melampo
Incipit
Le parigine

Lui ha vent’anni di meno, ma non è quello il problema. Il problema è che le ha chiesto di indossare delle parigine e nel paese di sette case e una piazza dove abita c’è un’unica merceria con la proprietaria di settantacinque anni abituata a vendere mutande contenitive e canottiere di lana a spalla larga.
“Autoreggenti??” esclama come se avesse detto una di quelle parole che non si possono dire e che ti esce troppo forte.
“No, parigine.”
Per un istante lo sguardo velato le si accende di curiosità morbosa. Già le autoreggenti le hanno aperto scenari proibitivi e a lei da sempre inaccessibili. Le parigine non sa cosa siano, a che cosa servano, ma di sicuro a qualcosa di poco pulito. E’ risaputo che i francesi non hanno il bidet.
“Ah ma devo chiamare mia nuora, queste cose da giovani le sa lei.” dice con voce roca, scavata da sessant’anni di sigarette.
E allora chiama la nuora dal telefono fisso che sembra un citofono, di quel bianco ingiallito come sono i suoi denti, e parla quasi urlando.
“Manuela ...le parigine.... Ma le abbiamo??” qualche istante di silenzio poi si appoggia la cornetta sulla spalla, la fissa e le fa la domanda cruciale: “Ma per lei o per sua figlia?”
In quel mentre si apre la porta della merceria ed entra una di quelle donne che tirano giornata con acquisti di ripiego facendo tappa da un negozio all’altro.
“Ciao Alda, ah...sei al telefono.”
“Per mia figlia.” dice Laura mentendo.
“E quanti anni ha?”
“Dodici.”
“Dice dodici...” riprende la merciaia fissandola con quel tipo di sguardo rapace che sa di aver scovato la menzogna.
“Sotto al termo? Si. Ok.” e riattacca.
“Sa, non ne vendiamo tante...ciao Teresa. ”riprende uscendo dal banco e salutando la donna entrata da poco.
A destra c’è un espositore di grembiuli per la casa, maglie in offerta, giacche a vento di vent’anni prima. Lo sposta a fatica, ma interviene subito la signora Teresa, che lì sembra esser di casa, dandole una mano.
“Sa, son cose che non vendiamo tutti i giorni...”
Poi con un colpo di tosse catarroso si china e prende un contenitore in plastica con confezioni di collant di vario tipo.
“Ecco dice. “ Si rialza a fatica mormorando un “Madonna mia”, appoggia la scatola al banco. Fruga qualche istante e trova l’unico paio. Sono in cotone grigio antracite, arrotolate, senza confezione. Dal cartoncino con l’immagine capisce finalmente di cosa si tratta.
“Ah, ma son i calzettoni sopra al ginocchio. Per l’inverno van benissimo. Certo, qua da noi l’estate dura poco.”
“Oggi ci sono trentaquattro gradi.” dice la Teresa facendosi aria con un volantino di un supermercato con le offerte del mese.
“E le serve altro?”
Il pensiero di Laura è veloce. Ha detto che le parigine eran per la figlia, probabilmente non le andranno bene.
“Anche queste...” dice prendendo dalla scatola uno degli unici due paia di autoreggenti.
“Ma è sicura della taglia?” dice la merciaia puntandole gli occhi addosso come per dire “Ma è sicura che vuole quelle alla sua età?”
“Guardi, le prendo tutte e due.”

(Da Le parigine)
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